FLOTTA vs FROTTA

È un sabato mattina, sono le 10:00 e sono appena entrata a Santa Giustina. Mi guardo intorno analizzando la situazione: matrimonio altolocato, stile Principe Williams e Kate Middleton, vecchiette che sfilano in abiti di colori improbabili munite di cappellini piumati. La cerimonia è relativamente breve infatti verso l’una, come per magia, siamo già seduti ai nostri posti all’interno di un’incantevole sala da pranzo. Io continuo a scrutare chi mi circonda. Sento, dietro di me, un’accesa discussione riguardante l’utilizzo delle posate e dei bicchieri a tavola: «questo è da vino bianco, questo da vino rosso non è certo per l’acqua!». Tutti colti e raffinati insomma. Non appena arriva il secondo la stessa signora esclama: «meno male che oltre a esserci persone a flotte, c’è anche cibo in abbondanza!». TAC! Mi cade sulla grammatica Miss galateo! Io di flotte, quelle delle navi, non ne vedevo di certo; gente a frotte sì! Boccaccio si sarebbe indispettito, sentendo usurpare questo termine che proprio lui usa già nel 1300. Però vogliamo dare un attenuante a Miss galateo: frotte, infatti, deriva dal francese antico “flotte” che dal punto di vista del significato indicava sì una grande quantità, ma sempre di persone. Con il tempo è solo successo che quella “L” si è trasformata in una “R” per un fenomeno di rotacizzazione! Per una lettera, insomma, nasce il cruccio amletico, flotta o frotta? Questo è il dilemma! Frotta senza ombra di dubbio. Però, mentre rifletto su tutto questo, mi si stampa un sorriso beffardo in faccia: vista la giornata di pioggia, nella mia testa non riesco che ad immaginare queste gran signore che fanno il loro ingresso in sala da pranzo munite di barca e remi!

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