QUANDO LA SCIENZA HA IL RUOLO MINORE

PLa sentenza del tribunale dell’Aquila contro gli ex membri della Commissione Grandi Rischi pesa come un macigno: sei anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Non ci si poteva che attendere lo scatenarsi di un vero e proprio terremoto di trambusti, dissensi e indignazioni tra la comunità scientifica:c’è chi paragona questa vicenda- scandalo alla stessa di cui furono vittima Galileo Galilei o Giordano Bruno ritenendo la sentenza un’assurdità ed una vergogna d’altri tempi. C’è chi ribadisce che la scienza non può essere accusata di nulla,  figuriamoci la sismologia che al giorno d’oggi non dispone degli strumenti per prevedere quando e a che ora ci sarà un terremoto. Su questa linea d’opinioni si sono mossi personaggi di non poco calibro come l’illustre matematico Piergiorgio Odifreddi  nel suo articolo “Scienza o Onniscienza?” (pubblicato su blogautore di La Repubblica), in cui trae spunto dal fatto giudiziario per rispolverare quella visione della scienza che in Italia, secondo lui, rimane tanto distorta quanto contraddittoria.

Ma a me pare che il lanciarsi in maniera forsennata a difesa degli scienziati, in nome del principio che la scienza vada al di là di accuse e condanne, seppur possa suscitare la più calda condivisone, lasci intravedere che forse non si ha ben chiara una cosa: la scienza nel triste accaduto dell’Aquila poco c’entra e la sentenza non accusa i membri di non aver previsto terremoti ma piuttosto di un’omissione di verità, di essere venuti meno alle loro responsabilità, di aver tranquillizzato gli animi dei cittadini invece di sollecitarne la prudenza. E questo giudizio è da collegarsi al verbale della riunione del 31 marzo 2009,  riunione in cui la Commissione non ha fatto altro che scoprire l’acqua calda ripetendo per  iscritto l’impossibilità attuale di prevedere sismi con assoluta certezza.

Qui il ruolo decisivo non  appartiene certo alla scienza ma a scelte di tipo politico-sociale da parte di poteri istituzionali che forse avrebbero fatto meglio ad adottare una semplice logica di precauzione. Proprio perché la sismologia odierna non è in grado di predirci quando avverrà un terremoto,  scelte prudenti meritano un po’ più di precedenza.

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