CHIEDERE SCUSA

Che l’italiano sia una delle più belle lingue al mondo, è cosa indiscutibile e riconosciuta a livello mondiale. Poche sono infatti le lingue tuttora parlate che uniscono infinitesime sfumature di significato ad una buona musicalità. Il tedesco, per quanto più ricco di sfumature, raramente riesce a suscitare dolcezza e senso di intimità. L’inglese, invece, è più pratico, più sonoro, dipende molto da chi lo parla, ma ora che è diventato essenziale per via della globalizzazione ha perso molto di quello che era.

Si pensi all’espressione dei propri sentimenti verso una persona: se il tedesco suona minaccioso con il suo “Ich liebe dich”, l’inglese non riesce a distinguere tra amicizia e amore: “I love you” è troppo generale e dipende troppo dal contesto. Inoltre, entrambe le lingue sono costrette, grammaticalmente parlando, a mettere un soggetto preciso; niente a che vedere con l’italiano.

Ciò detto, proprio a causa di queste sfumature, che pure rendono l’italiano quello che è, a volte capita di confondere il significato delle parole e delle espressioni. Per esempio, è usatissimo dire “non penso”, ma si intende un più generico “non credo” o un più cacofonico “penso di no”, perchè è impossibile non pensare – solo il fatto di pensare al non pensare è una forma di pensiero.

Lasciando da parte questi giochi di parole, che potrebbero essere visti più come un esempio di pedanteria e pignoleria che come uso corretto della grammatica e della logica, la scorsa settimana Silvio Berlusconi – dicono i giornali – ha chiesto scusa agli Italiani per non aver rispettato gli impegni presi al momento della campagna elettorale. Il precedente Presidente del Consiglio, intervistato da Bruno Vespa, avrebbe detto: “Pensavo di chiedere scusa agli Italiani perchè non ce l’ho fatta, la crisi ha cancellato i nostri sforzi, anche se” etc etc etc.

Pensare di fare qualcosa non equivale a farla. Usare un imperfetto, poi, sottolinea ancora di più l’esito negativo dell’intenzione. “Pensavo di andare al mare domenica, ma piove”. [Da  notare, inoltre, che in italiano le scuse “si chiedono”, come per porsi con il giusto atteggiamento nei confronti dell’altro.]

Se poi si vuole concedere almeno l’intenzione, quando ci si scusa, sarebbe meglio non dare giustificazioni di sorta: è meglio chiedere scusa e basta che chiedere scusa “perchè”, o chiedere scusa “anche se”. L’errore viene perdonato più facilmente quando chi si scusa si è davvero ricreduto delle sue azioni e delle sue parole.

Chieda scusa when you mean it, onorevole Berlusconi, se vuole chiedere scusa: le potremmo credere più facilmente.

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