LUSAKA – LONDON BY BIKE

Nel mio personalissimo “elenco delle persone da intervistare” annovero una miriade di nomi, più o meno celebri, in costante e graduale aumento. L’ultimo, in ordine cronologico, è quello di Matteo Semetti, un appassionato di sport che, nel 2006, ha deciso di cedere la sua attività di dottore commercialista (peraltro ben avviata) per trasferirsi in Zambia, dove ha fondato (insieme a Serena Borsani) Sport2build, una onlus che lavora per migliorare e rafforzare i giovani meno privilegiati, attraverso lo sport.

Di questa organizzazione ho appreso l’esistenza leggendo l’ultimo numero di Sette, dove Matteo racconta le fasi salienti di una superba iniziativa tenutasi la scorsa estate: una traversata Africa-Europa, da Lusaka a Londra, condotta, in solitaria, dallo stesso co-fondatore di Sport2build, in sella ad una speciale bicicletta in bambù, «in grado di assorbire, smorzare ed attutire le asperità delle sconquassate strade africane». L’arrivo a Londra, meta finale della traversata, è coinciso con l’inizio delle Paralimpiadi: una scelta simbolica «che intende evidenziare il ruolo fondamentale dello sport per lo sviluppo sociale». Non a caso, come si apprende sul sito www.sport2build.org, la traversata ha raccolto fondi «per la costruzione di un’innovativa scuola in Zambia, che assocerà lezioni in classe a sport, arte, danza e attività manuali per assicurare lo sviluppo olistico dei bambini».

Al di là dello scopo benefico, comunque, l’iniziativa colpisce per l’originalità e l’immediatezza dei termini in cui è stata concepita: «La nostra spedizione non avrebbe dovuto dominare l’Africa con un’organizzazione stellare e strumentazione avanzata da marines» spiega Matteo «doveva essere qualcosa di semplice, con un mezzo normale» in modo da mostrare al mondo intero «che è possibile fare cose belle anche con poco». E quale soluzione migliore se non questa, per un uomo che “ama le sfide e trova ispirazione in lunghi giri in bicicletta dove c’è solo la bici, la strada e la fatica”? Da Chongwe (Zambia) a Londra, dunque, Matteo Semetti ha pedalato per circa 8.400 km, attraversando sette grandi stati africani (Zambia, Malawi, Tanzania, Kenya, Etiopia, Sudan, Egitto) e tre europei: inutile dire che i pochi ed emozionanti episodi menzionati nelle pagine di Sette, sono solo alcuni frammenti di un’avventura straordinaria, di cui, sebbene in ritardo, è ancora possibile conoscere le varie tappe, consultando il blog dell’evento, presente nel sito dell’organizzazione (per i più pigri è sufficiente dare anche solo un’occhiata alle foto della traversata per comprenderne il fascino).

Un viaggio eccezionale, di cui mi piacerebbe parlare per giorni interi con Matteo… uno che, in quel lontano 2006, ha capito che «la differenza tra il ritrovarmi a dire “avrei potuto” oppure “ho fatto” dipendeva solo da me»: da quel momento in poi, per lui, c’è stata solo l’Africa.

— «Un cuore, una bici e due continenti» Matteo SEMETTI (Sette del 16-11-2012)

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