CI MANCAVA(NO)

Tra le indecisioni del Presidente del PdL, Silvio Berlusconi, che, tra un allenamento e l’altro del Milan, annuncia che forse si candiderà per la sesta volta – o forse no -, il Segretario Angelino Alfano si sta impegnando perchè si tengano le primarie del suo partito. E come è noto, domani, 25 novembre, sarà il giorno delle primarie del centrosinistra.

Sabato scorso Luca Cordero di Montezemolo ha dichiarato che l’associazione da lui fondata nel luglio del 2009, chiamata “Italia Futura”, presenterà dei candidati alle prossime elezioni nazionali. La prospettiva guarda al futuro, i nomi un po’ meno: da Pier Ferdinando Casini al Ministro per la Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi, da Gianfranco Fini al fantasma di Mario Monti, ci sono tutti. Mancano solo De Gasperi e Andreotti.  Tale associazione è stata spesso additata come uno zombie della disciolta Democrazia Cristiana, per quanto quotidiani e riviste di area cattolica si siano sforzati di marcare le differenze: invano.

La statistica, intesa come scienza, dimostra che in momenti critici dell’evoluzione di una popolazione, ci sono casi in cui la curva di Gauss – che rappresenta la totalità di tale popolazione – o si sposta agli estremi o converge al centro. Ma non può accadere che si sposti contemporaneamente agli estremi e al centro. Non può statisticamente accadere, per esempio, che sia il Movimento 5 Stelle, la Lega Nord e Italia Futura ottengano un buon risultato, senza contare il partito più importante del centrodestra e la coalizione di centrosinistra.

Inoltre, se PdL e PD si stanno sforzando di essere davvero democratici al loro interno, celebrando le primarie per l’appunto, non ha senso che si tengano le elezioni nazionali con tutti i partiti, i movimenti e le associazioni che hanno dichiarato di voler partecipare.

Si pensi agli Stati Uniti: per quanto i candidati alla Casa Bianca siano stati 417 in totale, la sfida era tra Barack Obama e Mitt Romney, tanto che la maggior parte dei suddetti candidati non ha ottenuto che qualche voto. Se in Italia 417 persone si candidassero alla Presidenza del Consiglio, il voto si frammenterebbe così tanto, che pochi raggiungerebbero la soglia di sbarramento, e che il Presidente della Repubblica avrebbe non poco lavoro da fare nelle consultazioni per formare il nuovo governo.

Le ragioni vanno ricercate nella tradizione comunale della penisola italica; tuttavia, il sospetto che nascano nuovi partiti, associazioni e movimenti, solo per i soldi che spettano loro per rimborsi o simili è forte.

Imprenditori e cattolici, tecnici e politici corrotti sono già stati alla guida del governo – e i risultati sono palesi. Bisognerebbe dare spazio a chi è davvero interessato al bene comune degli Italiani ed è stato scelto dagli stessi già all’interno di ogni partito.

Democrazia sarà anche governo del popolo, ma che sia un governo intelligente, non eletto solo perchè il vecchio scadeva.

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