SICUT SOL FULGEAT PAX

“La pace risplenda come il sole”. Chi ha avuto l’occasione di visitare la splendida Piazza del Sole e della Pace di Abano Terme avrà senz’altro letto il motto latino inciso sul pavimento a livello del centro. È  un messaggio rincuorante che pronunciato tra le labbra, tra sé e sé, risveglia un’atmosfera quasi incantata, apre alla visione di un paradiso luminoso e regala un senso di forte serenità. Quella del motto è una tradizione tipica di Meridiane e Orologi Solari. Per chi non lo sapesse infatti la Piazza del Sole e della Pace ospita una delle meridiane più grandi d’Europa, opera monumentale di grande valore scientifico, artistico, culturale e poetico. Scaturita dalla mente brillante ed eclettica di Salvador Condé, astrofilo aponenese ora 94enne, sottoforma di semplice idea per lanciare un messaggio astronomico alla cittadinanza, si è poi concretizzata grazie all’Architetto Giulio Genta e e allo gnomista bolognese Giovanni Paltrinieri, grande esperto della materia. Le Meridiane e Orologi Solari sono oggetto di studio di una scienza chiamata Gnomoinca. Lo gnomone è lo stilo che proietta l’ombra sul quadrante e permette di calcolare l’ora corrente con accurata precisione. Quello della meridiana aponense è un blocco di marmo di forma trapezoidale con un’inclinazione rivolta a nord verso un punto del cielo non a caso. Se durante una notte sgombra di nubi si posiziona lo sguardo alla base dell’inclinazione compare dinanzi a noi, lungo la stessa traiettoria ma ad anni luce di distanza, la stella polare. Questo gnomone è decorato ai lati con rilievi in ceramica che raffigurano due pilastri dell’astronomia: Pietro d’Abano e Galileo Galilei. Forse non tutti gli Aponensi sanno che Galileo era molto legato alle terre padovane, come ci ricorda lo stesso Slavador Condè: «Galilei aveva la casa a Padova ma veniva spesso ad Abano e acquistava la carne da un macellaio che aveva bottega proprio davanti al Duomo». Ai piedi del monolito, sul pavimento della piazza è disegnata la Rosa dei Venti, dov’è riportata l’equazione locale in minuti. Dopo aver calcolato approssimativamente l’ora dalla proiezione dell’ombra, l’equazione permette di calcolare anche la variazione in minuti in base al giorno corrente e determinare così l’ora civile ovvero quella indicata dai nostri orologi.meridiana300

È un’opera magna di cui gli Aponensi possono ben vantarsi e rappresenta una valida e possibile uscita didattica per studenti delle scuole medie e superiori. Ci troviamo di fronte ad uno strumento antico ma suggestivo della misura del tempo che tuttavia si rivela dotato di molta precisione oltre ad essere frutto di fine ingegno umano e testimonianza di una scienza del passato a cui il tempo continuamente sfuggiva, ma che ostinatamente lo rincorreva, sperando di afferrarlo, di stringerlo tra le mani e renderlo proprio. Non ricorrendo allo scandire secco di un orologio a quarzo ovviamente, ma avvalendosi di un unico protagonista: il sole. Capita allora che mi sia fermato, che abbia fatto strani pensieri; vedere o sentire scattare le lancette del mio orologio e nel frattempo seguire l’ombra dello gnomone con lo sguardo. Ritmi diversi per diverse sensazioni di quel fluire incessante che la civiltà d’ogni epoca ha cercato d’interpretare.

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