C’ERA UNA VOLTA

Se si dice “eroe”, le figure che vengono alla mente sono molteplici: dagli eroi dell’antichità e della mitologia, come Achille ed Ettore, ad eroi più recenti, come Gandhi o Nelson, spesso citati solo per un atteggiamento populistico e retorico. Ci sono eroi di guerra, come Giorgio Perlasca, che salvano migliaia di vite innocenti. Ci sono anche eroi comuni, dal ragazzo che salva i passeggeri di un autobus quando l’autista ha un malore e ne prende il posto alla guida, al volontario che dedica tutto sè stesso agli altri.

Ci sono poi persone che si credono eroi, ma non lo sono. Si atteggiano da eroi, riscuotono il successo degli eroi, ma sono persone comuni – o addirittura peggio delle noiose persone comuni. La loro colpa è la superbia, ma la prima deve essere imputata anche alla cecità di chi li idolatra, senza la quale non ci sarebbe la seconda.

Silvio Berlusconi ha quasi confermato che si candiderà per la sesta volta a Presidente del Consiglio, e nel frattempo cerca di accelerare la fine dell’esecutivo presieduto da Mario Monti così da ottenere che la legge elettorale sia il porcellum ideato dal leghista Calderoli: sicchè, al Senato probabilmente nessuno riuscirà ad ottenere la maggioranza.

Non è importante cosa si pensi, politicamente ed umanamente,  di Silvio Berlusconi. È importante, a volte, il contesto storico in cui vive una persona. Non appena Berlusconi ha fatto trapelare che il suo partito non sostiene praticamente più il governo e Angelino Alfano ha cancellato le primarie del centrodestra, lo spread è ricominciato a salire, gli indici della Borsa di Milano sono scesi e giornalisti e politici italiani, europei e internazionali hanno fatto trasparire la loro agitazione.

Sia chiaro: Berlusconi può essere il migliore politico della storia italiana – o mondiale. Non è quello il punto: come sosteneva Machiavelli ne Il Principe, se la sorte, il destino, la vita stessa, non presentano all’eroe la possibilità di mostrare i suoi migliori talenti, l’eroe non sarà mai riconosciuto tale e resterà sconosciuto ai più.

Se i mondi economico e politico fanno capire a Berlusconi che ormai il suo tempo è andato e ha già avuto le sue possibilità, il vero eroe dovrebbe riconoscere che ormai è finita. È dannoso e controproducente provare a lottare, dopo tante battaglie dall’esito incerto – per non dire perse. Ci si può anche ritenere degli strumenti della Provvidenza, i figli di Dio del XXI secolo: ma come Dio ha tanto amato il mondo da sacrificare suo figlio per gli uomini, così, se un cittadino ama tanto il suo Paese, si fa da parte, arriva a farsi odiare perchè  il Paese stesso possa crescere e andare avanti senza di lui.

Un po’ come Batman – quello dei fumetti, non il figlio di Letizia Moratti.

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