ITALIANO, CHE FATICA

Oggi torniamo a scuola. Immaginiamo di essere seduti al nostro banco, quello che avevamo imbrattato con qualche scritta, che aveva delle “ammaccature” che conoscevamo alla perfezione. Lezione di grammatica. La maestra ci assegna un compito: fai l’analisi logica del testo sottostante:

 “Il carcere è un penitenziario. Non è un villaggio di vacanza. Si deve scontare la sua pena prescritta che gli spetta. Lo sapeva prima di fare il reato. Io ritengo, come lega, di non uscire prima della sua pena erogata”.

Sulla prime due frasi nessun dubbio (in teoria): il carcere soggetto (sottointeso nella seconda proposizione), è copula, un penitenziario e un villaggio predicati nominali, di vacanza complemento di specificazione (o qualità se vogliamo andare per il sottile). Si deve scontare la sua pena prescritta che gli spetta. Una frase impersonale che ad un certo punto presenta una sorta di soggetto (la sua pena, che sarebbe, mantenendo la frase impersonale, la propria pena!), che spetta a un fantomatico gli complemento di termine. Nella proposizione successiva un io, altro soggetto, che ritiene che il soggetto semantico della frase (non espresso) non dovrebbe uscire prima della sua pena erogata. Un bambino davanti ad una testo così andrebbe in crisi. Come fare l’analisi logica di una frase che non ha un minimo di coerenza logica? È chiaro che mi riferisco all’episodio Isidori avvenuto nei giorni scorsi. Le cronache hanno parlato di uno “sgarbo all’italiano”. Io parlerei proprio di insulto. Ma non posso e non voglio scagliarmi solo contro di lui. Appena è successo il “fattaccio” mi sono subito venuti in mente gli strafalcioni che uscivano dalle bocche dei politici durante le interviste del programma Le Iene. Scoperta dell’America e Rivoluzione francese confuse, Rivoluzione industriale associata a secoli a caso. Ingoranza o, ancor peggio, un atteggiamento di indolenza. Isidori è solo un esempio del valore che noi, popolo italiano, attribuiamo alla cultura, che non si limita solo alla formazione scolastica, alla conoscenza della grammatica. È una questione di testa, di apertura mentale da cui purtroppo siamo ancora molto lontani. Ora come ora non ci resta che piangere.

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