UN GIORNO O L’ALTRO…

strokesNel 1998 ricordo di aver ricevuto per natale la più bella bici del mondo, blu e adatta a sopportare tutte le mie spericolate escursioni dietro casa, che si concludevano, sempre, con una caduta plateale!

Nel 1998 il mondo ha ricevuto il regalo più bello: gli Strokes. Il gruppo viene fondato a New York sotto le vesti di un trio: Julian Casablancas, Nik Valensi e Fabrizio Moretti, ai quali successivamente si aggiungeranno Nikolai Fraiture e Albert Hammond jr.

Ascoltare la loro musica fa capire quanto, durante gli anni novanta, fosse stato esasperato il pop e quanto i giovani di allora avessero bisogno di una valvola di sfogo. Fa sorridere il fatto che la storia si ripete anche a distanza di pochi anni, per esempio i Nirvana, alla fine degli anni ottanta, fecero piazza pulita della musica in voga fino ad allora, impiantando le radici del alternative-indie/rock.

Gli Stroke iniziano il mondo all’espressione di una rabbia poetica e esplosiva, che trasporta chi la ascolta in un bar a giocara a flipper con vecchi cantanti rock alle quattro del mattino come nel video della canzone “Someday”.

«Per molti versi sentiranno la mancanza dei bei vecchi tempi
Un giorno, un giorno
Si, fa male dirlo, ma voglio che resti
A volte, a volte
Quando eravamo giovani, oh come ci divertivamo
Sempre, sempre
Promesse che si rompono prima che vengano fatte». (Someday)

Come Gil nel film, di Woody Allen, “Midnight in Paris”, anche gli Strokes vogliono tornare ad un epoca d’oro del rock, cercando vere emozioni e vera musica. Si legge, inoltre, una estrema voglia di rivivere la gioventù, senza responsabilità e noiosi lavori che impediscono il divertimento. La loro purezza e il fatto che rispecchiano pienamente il pensiero di coloro che stanno attraversando il ponte tra la libertà giovanile e la pesante responsabilità dell’età adulta, li rende un mezzo per sfogare tutta la rabbia e angoscia che questo mondo può provocare in una persona.

Consiglio l’ascolto di “Last night” sotto la doccia e di “Reptilia” durante una noiosa cena di famiglia.

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