A…B…C!

Oggi mi sentivo particolarmente ispirata, ed una nuova cosa volevo che fosse pubblicata.

Non mi bastava scrivere l’articolo consueto e nemmeno parlare di qualche vocabolo desueto.

Volevo piuttosto che si concentrasse l’attenzione sullo sviluppo della narrazione.

Noi oggi battiamo lettere su una tastiera, cosa banale come dire “primavera”; ma nella preistoria i nostri antenati furono di certo meno fortunati.

Il primo modo di scrittura che si ricordi non era lo scarabocchiar sui fogli, bensì incidere su pietra pittogrammi senza procurasi troppi danni. Ma non tutti erano portati per il disegno e così l’uomo aguzzò l’ingegno: i cunei mesopotamici presero forma e diventarono ben presto la norma. In Egitto invece gli ideogrammi spopolavano perché ad un disegno più significati assegnavano. Provando e riprovando si arrivò a intuire che gli ideogrammi potevano davvero servire. Unendone due infatti era possibile formare una nuova parola da tramandare. Come un rebus, è lo stesso concetto, si costruivan parole come costruisce case l’architetto. Il principio di dar forma scritta ai suoni diventava così reale e i Semiti, Assiri, Sumeri, Arabi ed Ebrei fecero un lavoro magistrale.

Tutti gli alfabeti del mondo devono dire grazie all’evoluzione, perché questo codice semitico diede alla storia uno scossone. Ma dobbiamo ricordare che all’inizio non c’erano le vocali, che per noi sono lettere fondamentali. Alcuni alfabeti di oggi addirittura non le hanno, il giapponese per esempio, ed è un gran danno! Ma dopo tutti questi anni di fatica, si arrivò finalmente alla forma tanto ambita: l’alfabeto greco è quello prescelto e permette uno scriver più facile e diretto.

Un’ultima chicca vi voglio fornire, che forse voi lettori può incuriosire: sono diverse le teorie che tentano di spiegare se la forma delle lettere sia o no casuale. Però mi sembra che sia interessante una in particolar modo tra tante, quella che sostiene che le lettere prendano forma, romanticamente, dalle nostre labbra in modo molto evidente.

Se ci pensate è davvero geniale ciò che l’uomo è riuscito a fare.

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