INCASTRI MENTALI

L’articolo scorso ha avuto successo per cui la rima userò molto spesso, visto che, per quel che ho capito, rende il lettore più accanito. La vita ci riserva domande a palate e le risposte non sono sempre arrivate. Con un quesito molti di voi hanno avuto a che fare: “come è possibile un cruciverba inventare?”. Da un autore famoso prendiamo spunto, e della situazione faremo il punto. Bartezzaghi esordisce dicendoci che un cruciverba non viene da sè; per poterne inventare uno bisogna prima saperne risolvere qualcuno. Se infatti non cogliamo le regole del gioco astuto non riusciamo a cavarne un ragno dal buco. L’autore tende a ribadire a noi comuni mortali che le definizioni non sono mai casuali. Tuttavia ci interessa capire chiaramente come può incastrare le parole la nostra mente. La prima da usare si sceglie a pelle, potrebbe essere per esempio “ribelle”; oppure un importantissimo nome come quello di “Napoleone”. Ma tutto è molto relativo, dipende dal nostro obiettivo. Se ho uno tema da seguire, in base a quello dovrò partire! Diciamo però che da Napoleone vogliamo inizare e su un foglio di carta lo dobbiamo segnare. A destra e a sinistra dei pallini metteremo, saranno le nostre caselle nere se nell’impresa riusciremo. Sopra invece scriviamo Manzoni, che poi metteremo nelle definizioni: (Einaudi editore, Torino, 2001).

 ● M A N Z O  N  I ●

 ● N  A P O L  E  O N  E ●

Ora delle lettere verticali ci dobbiamo occupare, ed è qui che la mente del cruciverbista si fa notare. Le stringhe ottenute (MN-AA-NP…) devo elaborare ma non con il computer, sarebbe come barare! Infatti è proprio in questo che si vede l’abilità, visualizzare le parole senza aiuto della virtualità. Il primo tentativo di incastro è miseramente fallito, ma il secondo potrebbe esser meglio riuscito:

● N A  P O L  E O N E ●

    ● M A N Z  O N  I  ●

Le sequenze di lettere sono più semplici di certo, e così passa alla terza parola il cruciverbista esperto. L’incastro diventa molto divertente e il tempo passa così, come niente.

                         M

                         E

                         T

● N  A   P  O  L  E  O  N  E ●

    ● M   A  N  Z  O  N   I   ●

                         R

                         I

                         T

                         E

Si va avanti finchè si può andare e si decide come il cruciverba chiamare: schema fisso, schema libero non si può sapere, bisogna solo aspettare e vedere. La pazienza è il requisito fondamentale, e poi di matita e gomma vi dovete armare. Due raccomandazioni ci fa l’autore, e poi ai cruciverba potrete dedicare delle ore: non ci sono parole vietate (a meno che non siano inventante) però devo sempre tenere presente il contesto dove opero io scrivente; un termine troppo specifico è una cosa deleteria se non ho un pubblico competente in materia. È proibito poi, parliamo dell’enigmistica nazionale, inserire per le definizioni un’esperienza personale. Devo insomma mettere il lettore nelle condizioni di reperire abbastanza facilmente le informazioni, in modo che sia possibile completare lo schema che il cruciverbista si è ritrovato a fare. Con questo chiudo il mio commento e vi auguro buon divertimento!

«Lezioni di enigmistica», Stefano BARTEZZAGHI (Einaudi editore, Torino, 2001)

Annunci