IL BANDITO ED IL CAMPIONE

L’ultimo fotogramma insieme, a Mont Ventoux, il 14 giugno del 2000. Vicini da sfiorarsi. Allora non c’erano dubbi: Marco Pantani da Pirata era già diventato Bandito, ferito a morte da una squalifica di 15 giorni per ematocrito alto. Se non per tutti, per molti il simbolo marcio del ciclismo; dietro la sua bicicletta tanti ci vedevano nitidamente l’ombra sporca del compromesso, del doping.
Accanto a lui svettava il Campione, già vincitore del precedente Tour de France. Colui che aveva lottato e vinto contro il cancro, la bandiera di chi combatte le nubi che lo offuscano, e poi risorge, sciogliendole.

Pantani scatta più volte, ha sete di rinvincita, Armstrong pare incassare e invece si limita ad attendere: scatta una sola volta, lui, agile come una gazzella. Riprende il Pirata ormai esausto, che resiste, spremendosi, su una bicicletta che pare avere una marcia in meno, per la fatica che fa nel tener testa al texano.
Epilogo: il Campione lascia passare il Bandito, misericordioso; un gesto che nel mondo riecheggia come un atto di pietà. Di perdono umiliante nei confronti di chi ha sbagliato e si vuole illudere con speranze di redenzione.
Pantani si gode il trionfo e non ringrazia; stizzito, Armstrong affermerà di averlo fatto vincere.

Ma questa è la storia anche di un terzo, dimenticato.
Filippo Simeoni è stato tra i primi corridori, pizzicato per doping, a confessare e accusare l’esistenza di un intero sistema, su scala mondiale, pronto a giocare sporco per vincere. Parla anche del dottor Ferrari, fedele collaboratore di Armstrong, e depone contro di lui a processo.

E’ solo: il campione lo proclama “mentitore assoluto” e lo querela, mentre non saranno poi molti i media disposti a prestar fede alle dichiarazioni di Simeoni.
L’anno dopo, alla terz’ultima tappa del Tour, prova ad andare in fuga, portandosi dietro altri sei corridori. Prima lo affiancano emissari del Campione, in pratica minacciandolo. Poi, è Armstrong stesso che va a riprenderlo, marcandolo serratamente.
Gli dirà, in italiano, che lui ha tempo e soldi, e che può distruggerlo quando vuole. Ma nessuno lo sanziona.
Nel 2008, Simeoni diventa campione d’Italia, eppure non viene invitato al Giro.

Oggi che Armstrong confessa in lacrime di aver barato per un decennio, Pantani non c’è più: è morto, stroncato dalla depressione e dalla cocaina. Nel 2004.
L’anno in cui il Campione, oggi scoperto Bandito, inveiva contro Simeoni, sancendone l’isolamento dal giro che conta. L’anno in cui vinse il Tour de France, ancora una volta, la quinta consecutiva.
Simeoni, invece, si è ritirato dal ciclismo nel 2009, proprio dopo aver vinto il campionato italiano.
Ora gestisce un bar, in provincia di Latina.

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