MEDITERRANEO

In un solito, normale giorno d’estate mi ritrovai a camminare, velocemente, per un piccolo vecchio vicolo murato, incosciente della mia destinazione. Un passo dopo l’altro conobbi persone diverse, complicate e allo stesso tempo squisite. Mi innamorai del calore dei loro gesti e delle loro parole. Il peculiare tratto che caratterizza questo popolo è quel sorriso felice che fa pensare al sole disegnato da un bambino, con grandi occhi e denti in bella mostra. Questo splendido mondo, difficile da spiegare, può essere capito solo dalle parole di chi lo ama e gli ha dedicato dolci righe:

«Se tu sei serena con lui, non lo tradire mai, questo enorme spirito d’acqua, che illumina i marinai, dove il mare annuncia roccia, e la roccia annuncia altro mare, quella roccia è soltanto un’isola, dove poter sostare, popolazioni millenarie, son passate di qua, sopra un cargo, a difendere, la loro dignità, ed il signore, di pelle scura, Principe dei Bordoni ha ancora addosso, sull’armatura, l’odore dei limoni, l’odore dei limoni, Mediterraneo» (da “Mediterraneo” dei Nomadi)

Fanno parte di quel modo di essere moltissimi grandi cantautori, ma uno in particolare mi fa sentire le stesse sensazioni che provo a contatto con quelle genti ed interpreta egregiamente quello spirito: Alessandro Mannarino.

Mannarino Alessandro
Nelle sue canzoni mescola storie epiche e appassionanti a un dialetto romano, che ci riporta agli anni ’50 quando quello stesso modo di esprimersi veniva usato da Vittorio De Sica.

«La cosa più sfortunata e pericolosa che m’è capitata nella vita è la vita, che una vorta che nasci, giri, conosci, intrallazzi, ma dalla vita vivo nunne esci… uno solo ce l’ha fatta, ma era raccomannato. Io invece nun c’ho nessuno che me spigne» (da “Bar della rabbia”)

Mannarino ci proietta alla scoperta della vita popolare più semplice e più vera, spiegandola, anche, con piccoli proverbi brillantemente modificati per far comparire, sulle labbra dell’ascoltatore, un sorriso amaro, cosciente della verità delle oneste e ciniche parole.

«Senza mogli e senza buoi, e se me libero pure dei paesi tuoi sto a cavallo, e se me gira faccio fori pure er cavallo… tanto vado a vino, mica a cavallo!» (da “Bar della rabbia”).

Sorprende la sua capacità di rendere alla portata di tutti argomenti “difficili”, come ad esempio la religione, non cadendo mai nel ridicolo e senza nessun tipo di giudizio morale, ma solo con molta sottile ironia.

«Fu amore e fu rivoluzione, discorsi sulla strada e vita piena, ma Giuda amava più d’ogni sermone le urla dolci della Maddalena. Il fattaccio poi successe in una sera Giuda fu preso e messo alla galera, Gesù Cristo era scappato fra la gente, e Giuda disse di non sapere niente. Ma quando vide Maddalena in parlatorio, che stava male e aveva perso un dente, ispettore, disse , è stato Gesù Cristo a portare tutto l’oppio dall’oriente, e ritornò dal suo amore col bottino, trenta denari per sette amari, grazie un marsala» (da “Maddalena”)

Lo consiglio per scaldare questo rigido e freddo inverno al posto della più calda delle cioccolate.

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