WARRIOR BAEK DONG SOO

Chi mi conosce sa della mia passione per tutto quanto concerne l’Oriente: questo sarà il primo di una serie di articoli sull’argomento.

Il drama (serie tv, ndr) che vado a presentarvi è Warrior Baek Dong Soo, trasmesso in Corea del Sud un anno e mezzo fa con grande successo di pubblico e critica. Trattasi di drama storico -ambientato durante la dinastia Joseon-  ispirato alla vita di Baek Dong Soo, leggendario guerriero e co-autore del Muyedobotongji, il primo manuale illustrato di arti marziali coreane.

La trama è piuttosto articolata, ma i protagonisti sono essenzialmente due: Baek Dong Soo, per l’appunto, e Yeo Woon. Si conoscono da ragazzini durante un campo di addestramento per aspiranti guerrieri ed è subito competizione; entrambi orfani e determinati a vincere, senza saperlo si scelgono come amici per la vita – e da quel momento non si lasceranno mai più. In compagnia del fedele Cho Rip i due crescono e diventano uomini, ma Woon nasconde un doloroso segreto: sin da bambino fa parte di una gilda di assassini, l’Heuksachorong, che cospira ai danni del principe ereditario Sado, della cui protezione i tre amici vengono incaricati una volta completato l’addestramento militare.
Un giorno la terribile verità viene a galla e il mondo di Dong Soo va in frantumi. Senza ormai più nessuna certezza, tradito in modo tanto ignobile dalla persona per lui più importante, il ragazzo giura vendetta. Eppure, nonostante le sue parole di odio per Woon, non riesce a dimenticarlo né a rassegnarsi all’idea che l’altro, con il suo comportamento, abbia deciso per entrambi. E così si ripromette di salvare l’amico, di farlo tornare da lui a qualunque costo.

Come già accennato prima, la storia è lunga e complessa, con una miriade di personaggi secondari affascinanti e recitati eccellentemente – tranne che per Yoo Ji Seon, promessa sposa del principe Sado e presunto oggetto del desiderio dei protagonisti: l’attrice ha un’espressione da pesce lesso che non viene meno neppure nelle scene più drammatiche e cariche di pathos. Dico presunto perché, nonostante i (deboli) tentativi da parte degli sceneggiatori di convincere lo spettatore dell’eterosessualità di Dong Soo e Woon, l’alchimia che c’è tra i due è innegabile. Amore platonico (?) e inespresso, forse, ma pur sempre amore. Al di là del rancore e della vita; guardare per credere.

I ventinove episodi del drama sono facilmente reperibili online con i sottotitoli in inglese. Non mi resta che augurarvi buona visione e avvisarvi di preparare i fazzoletti: piangerete come vitelli, parola mia.

Warrior

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