CHI BALO MANGIA LA MELA, ANCHE SE MARCIA

Balo melaIl trasferimento di Mario Balotelli al Milan è stato, senza dubbio, il grande evento mediatico della settimana. Giornali e televisioni hanno dato grande rilievo alla notizia, anche per i suoi inevitabili strascichi politici. Ma al di là dei presunti vantaggi elettorali di questo reboante acquisto, c’è un altro aspetto, davvero incredibile, che merita d’esser quattamente evidenziato. E dico “quattamente” perché, se così non fosse, in qualcuno potrebbero frantumarsi certe intime convinzioni, come quella secondo cui, nel 2013, è ancora possibile negare l’innegabile.

LUNEDÌ 7 GENNAIO 2013 – Il presidente dell’AC Milan Silvio Berlusconi, ospite nella trasmissione “Lunedì di Rigore” in onda su Antenna 3, dichiara: «Mi dispiace di doverlo dire, ma nel Milan è molto importante, in ogni squadra di calcio, nel Milan assolutamente, è molto importante l’aspetto umano della persona. Se lei mette una mela marcia nello spogliatoio, così si usa dire, può infettare anche tutti gli altri. Quindi siccome io ho avuto modo, per vicende della vita, di potere dare un giudizio sull’uomo Balotelli, è una persona che io non accetterei mai facesse parte dello spogliatoio del Milan».

LUNEDÌ 14 GENNAIO 2013 – In un’intervista esclusiva a Sky, il presidente dell’AC Milan Silvio Berlusconi (gli inquirenti sono fortemente orientati a credere che si tratti del medesimo Berlusconi di sette giorni prima, escludendo quindi la pista dell’omonimia), dichiara: «Il mio discorso era relativo al fatto che nello spogliatoio servono presenze positive. Non era riferito a Balotelli e mi scuso se può essere stata presa come una frase nei suoi confronti. Se può arrivare al Milan? Non ho mai sentito di un’apertura di trattativa con lui da parte di qualcuno della mia società e nessuno, tra Galliani e Allegri, me lo ha indicato come nostro target» (La Gazzetta dello Sport). Già questa dichiarazione, di per sé, è un inno alla gioia. Ma, sebbene siate indirizzati a credere il contrario, il meglio deve ancora venire…

VENERDÌ 25 GENNAIO 2013 – Nel corso della presentazione ufficiale del nuovo acquisto dell’AC Milan, Mario Balotelli, una giornalista del TG1 chiede al giocatore se si senta offeso dalle dichiarazioni del presidente Berlusconi, che lo ha definito una mela marcia. Balotelli, appena uscito da un corso di diplomazia britannica, sventa l’insidia in modo elegante, evitando qualsiasi polemica: «Dall’Inghilterra sinceramente a me questa cosa (l’epiteto “mela marcia”) non è arrivata […] Io l’ho sentita dopo, quando il presidente si era già scusato. Ma non sapevo niente di niente». Punto. Se fosse finita così, sarebbe stato un vero capolavoro di savoir-faire. E, invece, proprio qui arriva lo sciagurato intervento dell’amministratore delegato dell’AC Milan, Adriano Galliani. «Chiedo scusa. Domanda carina. Grazie al TG1. E rispondo: il presidente non si è scusato, il presidente ha precisato di non avere mai detto questa cosa, che è un po’ diverso. Questa è la risposta alla Signora giornalista». Poi, ostentando sagacia, afferma di aver capito il “senso” della domanda (probabilmente la prima di quella conferenza con questa “rara” peculiarità) ed, incurante dell’imbarazzo provocato in sala stampa, affonda un altro colpo: «Faccia a me qualche domanda signora, vedrà che le rispondo bene, molto più preciso». Qui io, ma probabilmente mi sbaglio, leggo un “non prendertela con lui che non può capire, falle a me le domande”. La giornalista, ancora illusa d’essere in un contesto serio, ribatte: «È lecito, credo, far domande, no? O si devono far solo domande compiacenti?». E qui arriva, fragrante e sontuosa, la risposta di Galliani: «non scomoda, ma INESATTA». Ecco l’apoteosi finale. Domanda inesatta, giacché riporta contenuti non veri: geniale.

http://video.corriere.it/balotelli-mela-marcia-galliani-cronista-tg1-domanda-inesatta/9bb7be90-6cad-11e2-9729-7dce41528d1f

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