LE MARIAGE POUR TOUS

Sabato due febbraio l’Assemblea Nazionale francese ha approvato il disegno di legge sui matrimoni omosessuali (249 voti a favore contro 97 contrari) secondo cui il matrimonio viene definito come “un accordo tra due persone di sesso diverso o del medesimo sesso”. L’iter per l’approvazione definitiva della legge durerà diverse settimane, ma gli attivisti del movimento LGBT – francesi e non – hanno di che rallegrarsi.

Un grande passo per l’Europa, e uno altrettanto importante per i diritti civili – soprattutto se si guarda al desolante panorama italiano; tra politici che “meglio essere appassionati di belle donne che gay”, cardinali che gridano all’eresia ed un Pontefice per il quale le unioni omosessuali sono “una ferita alla giustizia e alla pace”, c’è da mettersi le mani nei capelli o emigrare all’estero, opzione sempre più desiderabile per le coppie che vogliono vedersi riconosciuti i loro diritti in quanto coniugi, genitori e in primis esseri umani.

Sono molti, ma non ancora abbastanza, i Paesi che riconoscono i matrimoni o che prevedono unioni civili tra persone dello stesso sesso: in principio furono i Paesi Bassi nel lontano 2001, seguiti a ruota da Belgio, Spagna,  Norvegia, Svezia, Portogallo, Germania, Islanda e Danimarca. Promossi anche Canada e alcuni degli Stati Uniti d’America, quali Massachusets, Connecticut, Vermont, New Hampshire, Iowa, New York, Maine, Maryland e Washington; e ancora il distretto di Città del Messico, Argentina, Sudafrica, Israele.

Sperando di poter annoverare in quest’elenco anche l’Italia in un futuro abbastanza prossimo, brindo in onore delle coppie omosessuali francesi che, finalmente, potranno dire ‘lo voglio’.

Liberté, égalité, fraternité.

P.S. Ottime notizie anche dal fronte inglese: tre giorni fa è passato alla Camera dei Comuni il provvedimento che prevede la liberalizzazione delle nozze gay a partire dal 2014. Il primo ministro David Cameron si è dichiarato soddisfatto dell’esito di questa prima votazione, in quanto a suo parere l’approvazione della legge “renderà più forte la società britannica”, aggiungendo inoltre che “il rinnovamento deve proseguire”.
Sorpresa: Cameron è un conservatore. Ma, prima di tutto, è un uomo intelligente.

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