DUE DI DUE

L’italiano si fa sempre riconoscere, in ogni circostanza, con probabilità di smentita pari a zero. Sembra non esserci occasione in cui l’italiano non metta in mostra le sue caratteristiche più stereotipate, e – argomentazione già scritta, ma, si sa, repetita iuvant – ormai è un clichè parlare di quanto l’italiano sia uno stereotipo. Lo stereotipo dello stereotipo: il metastereotipo, se si vuole.

Da quando l’ormai dimessosi Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, aveva dichiarato che i due cosiddetti marò non sarebbero tornati in India allo scadere della licenza loro concessa, era chiaro che le istituzioni italiane non avevano la forza, il coraggio e il prestigio di mostrare un po’ di costanza. E infatti, puntuale come un orologio svizzero – non si può parlare di stereotipi senza poi perseverare in essi – è arrivata la notizia che i due fanti di marina sarebbero tornati in India addirittura prima dello scadere del termine della licenza.

Da lì, come in una cascata enzimatica, le reazioni scontate e le vane interrogazioni parlamentari – come quei gruppi di anarcoidi pseudocomunisti che si ritrovano in cucine di locali in via di ristrutturazione e che discutono di cosa sia andato storto, del perchè non sono riusciti a instaurare quell’isola che non c’è che è la dittatura del proletariato.

Usare verbi come sorprendere, per evidenziare la reazione del Presidente del Consiglio Mario Monti alla notizia, è quindi eccessivo. Ma gli eccessi, negli stereotipi, ci devono essere, altrimenti potrebbe davvero sembrare che le azioni, intraprese in risposta a quelle mancanze di forza, di coraggio e di prestigio di cui sopra, siano vuote quanto le parole urlate in Parlamento.

Nihil novi sub soli, tutto cambia, affinchè nulla cambi: come si diceva, ormai è uno stereotipo parlare di stereotipi. E fa male che non ci sia una reazione vera, spontanea, irrazionale; che lo sdegno si fermi alle parole. Fa male, perchè dà l’idea di un Paese vecchio, anzi, decrepito, dove viene concesso di manifestare – ma è solo un esempio – contro una madre che ha perso il figlio – per quanto il figlio potesse aver avuto le sue colpe.

È uno schifo. È un insieme di fatti insostenibili, una concatenazione di nefandezze che fanno, appunto, schifo.

O almeno dovrebbero, ma, si sa, l’italiano è famoso anche per questo: per essere capace di dimenticarsi di qualsiasi cosa, perchè yolo: you only live once. Anche se sarebbe bello, ogni tanto, vivere onestamente. O meglio ancora, umanamente.

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