CRISTIANO. NONOSTANTE FABER

Cristiano De Andrè torna con un nuovo album, “Come in cielo così in guerra”, e per l’occasione rilascia anche interviste e parla di sé. Chi lo segue da un po’, non ha difficoltà a notare che nell’aspetto è cambiato molto: più grasso, con un volto gonfio e per i maligni anche liftato. Ha anche l’aria un po’ stravolta. Del resto, non è passato molto tempo da una delle sue ultime crisi; i giornali hanno avuto premura di ricordarci che avveniva in coincidenza con l’anniversario della morte del padre. Ma questo è gossip.

Chi ama Fabrizio, deve conoscere Cristiano. Perchè la storia dei De Andrè è racchiusa nelle complicazioni di un figlio cresciuto all’ombra del padre. Così Faber lotta contro la sua famiglia borghese e benestante, con un padre impegnato in politica e col senso degli affari, e un fratello, Mauro, negli studi “bravo in tutto, anche in educazione fisica”. A lui, non resta che inventarsi artista.
E così Cristiano: a lungo distante dal padre, si ritrova a lottare contro un’ombra ancora più vasta e soffocante: perchè Fabrizio, intanto, è diventato De Andrè.

Cristiano, poi, vuole diventare cantautore. No, attenzione: non come il padre. Malgrado il padre. Perchè, se è vero che nel corso della propria esistenza, ogni uomo ha da pagare il fio, e scontare la propria “catastrofe del vivere”, questa è la sua: ostinarsi a voler scrivere e cantare, col coraggio di mantenere quel cognome, avendo la stessa voce, lo stesso volto, persino gli stessi vizi di Fabrizio De Andrè.
Oggi, però, ci teniamo a dire che la scommessa può esser vinta. Cristiano non è Fabrizio – questo è ovvio, è normale: è quasi crudele chiedergli di cantare le sue canzoni – ma è tra i più bravi cantautori di questo tempo.

Segnaliamo i versi de “il silenzio e la luce” (è una luce benigna di grano, luce d’immensa povertà , polvere di chi la sa sopportare), della stupenda “sapevo il credo” (mi ricordo da bambino, gli occhi chiusi dopo il tuono ; andava via la luce, ma tu non eri la ; il pane quotidiano per scongiurare il peggio ; mia madre dietro ai vetri che pregava Dio ; dietro una candela accesa, io sul muro ero un gigante ; fai che smetta adesso, fai che non piova più ). E ancora, “verrà il tempo”: è qualche tempo che non cerco più di dare un senso alla realtà ; a volte spero che sia un brutto sogno che alla fine passerà .Verrà il tempo, di aprire un giorno nuovo, cambiare questo cielo.

Per Cristiano, il tempo è davvero arrivato. Dica agli appassionati che non può più cantare le canzoni di Faber. Spieghi, con delicatezza ma fermezza, che, lui, in realtà, non canta come suo padre, ma solo nonostante. E che non è il figlio di De Andrè. Solo, un altro De Andrè.

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