WATERLOO

Forse bisognerebbe essere stranieri, per cercare di osservare quanto sta accadendo in Italia senza lasciarsi prendere dallo sconforto o da partigianerie di ogni sorta; o forse, purtroppo, non basterebbe.

Come vuole la saggezza popolare, a mali estremi, estremi rimedi: un secondo mandato per Giorgio Napolitano, però, non è solo un estremo rimedio alla crisi poliedrica in cui giace, immobile, l’Italia, ma è anche e soprattutto una sconfitta per ogni cittadino italiano.

Qualunque partito o movimento l’elettore abbia votato, è la politica in generale ad aver perso qualsiasi rimasuglio di fiducia che ci poteva ancora essere: Pier Luigi Bersani ha capito troppo tardi che, ormai, era giunto il tempo di dimettersi; il Movimento 5 Stelle non ha avuto il coraggio di scendere a compromessi, pur annunciando praterie improvvisamente apertesi per la formazione di un governo; il Popolo della Libertà, anche se, stando ai sondaggi, sta riconquistando i cuori degli elettori, non ha altre strategie se non quella di mettere pressione al Partito Democratico; Scelta Civica, Lega e Sinistra, Ecologia e Libertà non possono far altro che o seguire le direttive del partito di cui sono alleati, o cercare, a fatica, uno spazio per esprimere le proprie idee – spazio sempre più piccolo.

Sembra impossibile, ma la politica non è stata in grado di rispondere alla voglia di cambiamento che i cittadini hanno chiesto a forza di voti e manifestazioni. Per quanto Giorgio Napolitano possa essere stato un buon Presidente della Repubblica, non è la sua ricandidatura – che sarebbe una vera e propria stasi – la risposta alla voglia e alla necessità di cambiamento.

Eppure sembra che non ci siano altre soluzioni. Si può parlare di orgoglio, di valori politici, di apparenze, ma la questione rimane quella: la politica ha fallito, anzi – è fallita, e continuerà a fallire.

Se Giorgio Napolitano sarà eletto Presidente della Repubblica per la seconda volta – e viste le votazioni dei giorni scorsi, non è un’ipotesi così scontata –, l’unica speranza è che il suo discorso abbia la forza di scuotere quei sepolcri imbiancati che sono ormai le Camere del Parlamento Italiano.

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