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Non è un caso che il Presidente del Consiglio Enrico Letta, da poco nominato, abbia suggerito ai suoi ministri – o collaboratori, come lui stesso li ha definiti – di fare in modo che la parola d’ordine del loro operato – ma anche del loro parlato – sia sobrietà, rispetto, senso della realtà.

Non è un caso nemmeno il fatto che il Movimento 5 Stelle abbia ricevuto così tanti consensi: una delle critiche più veraci nei confronti di esso riguarda alcuni suoi aspetti populistici; tra di essi, il fatto che sia fin troppo facile guadagnarsi il favore degli elettori accentuando le diversità rispetto agli altri partiti o facendo leva su temi quali i rimborsi elettorali, gli stipendi e il numero dei parlamentari – il costo della casta, per usare un’infelice espressione.

Non è un caso quindi che gli stessi elettori che, in modo probabilmente ingenuo, hanno creduto agli slogan di Beppe Grillo, si stiano pentendo di aver scelto il Movimento 5 Stelle. Questo movimento politico doveva rivoluzionare la Repubblica Italiana, doveva cambiare tutto quello che doveva essere cambiato, doveva prendere il potere e poi, risolti tutti i problemi, annullarsi e scomparire, in una sorta di nuova dittatura del proletariato rivisitata in chiave grillistica.

Gli onorevoli e i senatori facenti parte del Movimento 5 Stelle hanno sottoscritto un patto in cui si impegna(va)no a ricevere 5000 euro lordi al mese per il loro servizio; il resto deve essere restituito. Tuttavia, come si può leggere nel documento appunto firmato, tutti i privilegi che costituiscono la cosiddetta diaria sono mantenuti intatti – o meglio, chi ha scritto l’accordo non eccelle certo per la chiarezza.

Non si capisce dunque la polemica all’interno del Movimento 5 Stelle: è come se si fossero accorti ora dell’oscurità di quelle parole, per quanto Beppe Grillo pareva essere stato abbastanza chiaro, a furia di urlare la diversità sua e del suo movimento rispetto agli altri partecipanti della politica.

Ma si sa: il potere logora chi non ce l’ha. E una volta che si ottiene quel potere, non esistono patti sottoscritti, impegni presi, promesse fatte: è l’egoismo della politica, anzi – è l’egoismo dei politici, quello stesso egoismo che gli iscritti al Movimento 5 Stelle giuravano di spazzare via.

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