ASSOLTI E COINVOLTI

La poesia regala immortalità a sè stessa, al poeta che, ispirato da un daimon trascendente questo mondo, riesce a scriverla, e a chiunque senta una qualche affinità con le parole scritte secoli prima, una volta lette.

Libertà va cercando, ch’è sì cara, / come sa chi per lei vita rifiuta: questi famosissimi versi tratti dal Purgatorio sono spesso ripresi per commentare fatti di cronaca politica attuale, e non a torto. Proprio giovedì scorso, 16 maggio, l’onorevole Daniela Santanchè, già Garnero, durante la trasmissione Servizio Pubblico, ha affermato – nella speranza di non aver commesso errori di interpretazione delle sue parole – che non si può citare in giudizio lo stile di vita di una persona; non si può vivere come nella Germania dello scorso secolo, quando ogni conversazione telefonica veniva analizzata per scoprire eventuali colpevoli di altrettanto eventuali reati.

[Sia permessa una precisazione doverosa: durante la XVI legislatura – la penultima per intendersi – Daniela Santachè, già Garnero, non era stata eletta deputata, nè senatrice. Aveva ricevuto l’incarico di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, ma spessissimo, quando veniva interpellata, si faceva precedere il nome dal titolo onorevole: la replica dell’onorevole Santanchè etc etc. Giacchè non era stata eletta, non essendo deputata, non meritava quel titolo. Ora invece, nella XVII legislatura, è stata eletta deputata, quindi merita quel titolo].

La libertà è un valore pieno di così tanti significati che è impossibile ridurla ad una definizione dizionaristica. Sicuramente, in uno Stato libero, ognuno può avere lo stile di vita che gli o le piace di più, purchè ciò non danneggi gli altri.

Sempre l’onorevole (adesso sì) Daniela Santanchè, già Garnero, sempre durante la trasmissione Servizio Pubblico, ha affermato – anche se l’unica fonte trovata è un tweet de IlFattoQuotidiano.it – che non vuole vivere in uno Stato etico. Purtroppo, come Hegel ha dimostrato circa due secoli fa, l’uomo – o meglio, il cittadino – deve vivere in uno Stato etico, in cui deve interagire con le società civile. È l’unico modo per impedire, nella misura del possibile, che ci sia il bellum omnium contra omnes, che l’uomo sia un lupo per gli altri. Le leggi esistono per limitare la libertà dei cittadini – come la libertà di uccidere un altro cittadino: il che è giusto, ma anche triste, perchè se serve una legge che punisca gli eventuali assassini, significa che l’uomo è, di natura, almeno in parte, malvagio.

Onorevole Daniela Santanchè, ognuno può avere lo stile di vita che più gli o le piace. L’importante è avere il coraggio di rispondere sempre e comunque delle proprie azioni: perchè, per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.

Annunci