IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

“Alle 17:45 il cuore di Don Gallo ha cessato di battere. La comunità di San Benedetto e idealmente voi tutti siamo stretti intorno a lui.”

La notizia risale a due giorni fa, mercoledì 22 maggio. Dopo essere stato ricoverato e in seguito dimesso, le sue condizioni si sono aggravate fino al punto di non ritorno. San Benedetto al Porto, Genova intera e migliaia di persone, fedeli e non, sparse in tutt’Italia ne piangono la morte –peraltro sopraggiunta alla veneranda età di ottantaquattro anni, a mettere fine ad un’esistenza piena e ricca di amore.

L’amore, quello che Don Andrea Gallo aveva assurto a suo vessillo: amore per il prossimo e per gli umili, i diversi, gli sconfitti. Per i paria della società, come i tossicodipendenti, i transessuali e le prostitute al cui riscatto e tutela il prete di strada ha dedicato buona parte delle sue energie e della sua vita.
Amore e un infinito rispetto (non tolleranza, non accettazione venata di condiscendenza: rispetto) per gli omosessuali, di cui appoggiava il desiderio di sposarsi e vedersi riconosciuti i propri diritti, e le donne –che devono poter avere la libertà di abortire, utilizzare metodi contraccettivi e ribellarsi alle violenze e alle discriminazioni cui sono quotidianamente soggette.

Don Gallo era e sarà ricordato da tutti come un sacerdote unico al mondo, capace come nessun altro di parlare al cuore della gente.
Io sono atea, e così pure i miei genitori, ma sentirlo affermare in televisione o leggere in uno dei suoi libri che Dio è amore e che pertanto non gl’interessa con chi i suoi figli vanno a letto fintanto che non nuocciono o costringono con la violenza un altro essere umano, era sempre un’emozione fortissima.

Don Gallo non poneva limiti alla sua apertura mentale; non imponeva condizioni, non scendeva a compromessi. Non diceva “sì a questo, purché…”; il suo era un sì e basta. Sì alla libertà, sì alla parità dei sessi, sì all’integrazione e sì all’umana compassione.

Per questo e per molti altri motivi Don Gallo è stato il prete più sovversivo e cattolico nel senso letterale del termine: il suo era un messaggio universale, diretto a chiunque volesse ascoltarlo e farlo proprio.

Addio ad un uomo straordinario, che ha vissuto all’insegna dell’amore e che circondato dall’amore della sua città è morto.

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