VENTO DELL’EST

Nell’Italia e nell’Europa odierna si guarda all’Oriente con un pizzico di sospetto -la Cina, seconda potenza economica al mondo, incute un certo timore- e anche molta fascinazione ammantata di mistero.
Quanto ci sono estranee quelle terre remote, quelle culture e civiltà che pur subendo l’influenza capitalistica dell’Occidente rimangono in ogni caso fedeli a loro stesse, risultando per lo più incomprensibili agli occhi di noi visi pallidi.

Tuttavia, per quanto apparentemente lontana dalle problematiche sociali di cui non si fa che discutere nel vecchio continente, l’Asia sta cominciando a muovere i primi passi nel lungo e accidentato cammino della lotta per i diritti civili -in particolare quelli della comunità LGBT.

La notizia, risalente a poco più di due settimane fa, viene dalla Corea de Sud: Kim Jho Kwang Soo, regista e produttore di celeberrimi film a tematica gay come No Regret, Boy meets boy e Just friends?, ha annunciato di volersi unire in matrimonio con il compagno, Kim Seung-Hwan. Le nozze, fissate per settembre, sarebbero le prime a vedere coinvolti una personalità pubblica del calibro di Jho Kwang Soo e, soprattutto, due persone dello stesso sesso.

In Corea del Sud, in realtà, l’omosessualità non è illegale; però, a causa della preponderante influenza confuciana e cristiana, come in altri Paesi asiatici è motivo di forte discriminazione al punto di venire nascosta onde evitare spiacevoli ritorsioni. Il mondo dello spettacolo sudocreano, dove gli omosessuali praticanti o meno abbondano, è molto discreto al riguardo; anche nei casi in cui -soprattutto nell’industria musicale- l’orientamento sessuale è palesemente sbandierato dall’idol di turno, si preferisce tacere.

Quello di Jho Kwang Soo, dunque, è stato ed è un atto di grande coraggio. “Abbiamo voluto trasmettere il messaggio che a tutte le minoranze sessuali dovrebbero essere dati pari diritti”, ha dichiarato durante la conferenza stampa. “Lavoreremo sodo per rendere il matrimonio gay legale”. Poi, al momento di congedare i giornalisti, ha baciato in pubblico il compagno e se n’è andato.

Le mie più sentite congratulazioni ai futuri sposi, nella speranza che la loro sia la prima di molte unioni omosessuali -in Corea e in Asia.

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