ADDIO, ADDIO

Dulce et decorum est / pro patria mori: questi ridondanti versi di Orazio, ripresi ironicamente dal poeta inglese Owen, per criticare la politica belligerante dei Paesi di tutto il mondo e sensibilizzare la società sul disastro creato dalla Prima Guerra Mondiale, potrebbero essere una didascalia perfetta per quanto è accaduto nei primi sei mesi di quest’anno.

A voler essere pignoli, nella lista dei caduti non si potrebbe inserire Rita Levi Montalcini, morta il 30 dicembre scorso, ma se l’eccezione è un premio Nobel, che la regola sia confermata.

Per quanto riguarda l’Italia, ci sono stati cantanti e cantautori, personaggi e macchiette dello spettacolo che sono deceduti in questi mesi: da Ivano Fossati a Little Tony, senza dimenticare Franco Califano.

Ci sono stati anche uomini che, nel bene e nel male, sono stati protagonisti della Storia: Hugo Chavez e Margaret Thatcher, per citare i più famosi. E ovviamente, l’uomo a cui si è attribuito di tutto, a parte le Guerre Puniche: Giulio Andreotti.

Ci sono stati – e sembra ce ne saranno – molti colpi di scena, come si suol dire, molte morti eccellenti, molti fatti inediti, tra cui la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica. E per non fare i campanilisti, le dimissioni del papa: rumors dal Vaticano affermano sia stato a causa di un tumore al pancreas, che avrebbe fatto temere a Benedetto XVI di perdere coscienza di sè e degli altri in seguito ad alcuni episodi di alienazione improvvisa. Ma tant’è, si è dimesso il papa.

Ci sono state persone meno famose, più controverse e meno vendute che hanno fatto la storia; persone che rendono degni gli Italiani di chiamarsi quotidianamente così – e le persone di definirsi tali: sono il miglior esempio di umanità. Tra questi, non ci si può dimenticare di don Andrea Gallo e di Franca Rame.

I caduti tralasciati non se la prendano; non se la prendano i parenti dei suddetti: persone importanti quali Agnese Borsellino, per esempio, son decedute, ma queste righe son poche.

Quello che è importante è che ci siano persone come Gallo e Rame, che con la loro umanità ricordano a tutti i viventi che sì, in questi casi è dolce morire per la patria, perchè si diventa un esempio, un simbolo di come la Gran Livellatrice alla fin fine, prenda tutti, nessuno escluso, e di come sia importante lasciare un ricordo positivo, un messaggio, che renda immortali.

Ciaoooooooo…   

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