It gets better

Un adagio popolare insegna che le disgrazie non vengono mai da sole.
Solitamente è vero: ad un episodio di violenza ne segue un altro –i numerosi casi di femminicidio in Italia o gli stupri di gruppo che ancora si verificano in India sono solo alcuni degli esempi.

Pochissimi giorni fa, in Russia, il cui Parlamento sta discutendo progetto di legge che vieta la propaganda omosessuale in tutto il Paese (come se l’omosessualità fosse una corrente politica e non una caratteristica genetica al pari del colore degli occhi o del gruppo sanguigno), Oleg Serdiuk, vicedirettore di un aeroporto regionale, è stato brutalmente assassinato. Prima picchiato e accoltellato a morte, infine gettato nella sua auto a cui è stato appiccato il fuoco per sbarazzarsi del cadavere; gli autori del barbarico gesto -tre giovani uomini di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni- sono stati fermati e arrestati. Il movente: l’omosessualità di Oleg.
Nell’aprile scorso una sorte simile (sevizie e uccisione) è toccata ad un ventitreenne di Volgograd, la cui unica colpa era quella di vivere senza vergogna alcuna la sua sessualità.
La situazione, secondo la dichiarazione rilasciata dall’attivista LGBT Nikolai Alekseev, è estremamente grave; non solo, a suo parere le ritorsioni contro gli omosessuali sono una diretta conseguenza dell’atteggiamento omofobico dei leader politici russi.

Fortunatamente, un simile episodio di intolleranza è controbilanciato da due buone, anzi ottime notizie.

La prima, per quanto abbastanza prevedibile, è l’approvazione da parte della Camera dei Lord del disegno di legge sui matrimoni omosessuali voluto dal primo ministro David Cameron; perché sia definitivamente ufficiale, manca solo l’apposizione del sigillo di Sua Maestà. E’ il caso di dirlo: God save the Queen.

La seconda lieta novella riguarda il liceo americano di Carmel, nello Stato di New York. Nell’annuario scolastico 2012/2013, infatti, la foto e il titolo di coppia più bella se le sono aggiudicati Dylan Meehan e Brad Taylor, insieme da un anno e -così affermano- perfettamente a loro agio con i compagni di scuola. Ragazzi in gamba, diligenti e pronti ad aiutare gli studenti in difficoltà: i liceali di Carmel non hanno che parole di affettuosa lode per loro. Il preside stesso, Kevin Carrol, ha affermato che nella sua scuola “la tolleranza è insegnata ogni giorno” e che l’omosessualità “non rappresenta più un elemento controverso”.

Non è ancora del tutto vero, purtroppo, ma l’ottimismo lucido di Mr. Carrol è contagioso

Annunci